Ombrina, la Provincia di Pescara chiederà moratoria al Parlamento europeo. Sabato l’Abruzzo sfila a Lanciano

21/05/2015 - In attesa della grande manifestazione anti-trivelle in programma sabato 23 maggio a Lanciano, qualcosa comincia a muoversi anche negli ambienti istituzionali pescaresi e in particolare nell’amministrazione provinciale, che ha deciso di passare dai proclami ai fatti.

La Provincia di Pescara richiederà infatti una moratoria internazionale sulle estrazioni in Adriatico investendo di questa responsabilità il Parlamento Europeo, in quanto, come si legge in una nota dell’Ente, “il diritto dei territori e delle popolazioni residenti di legittima difesa dai rischi e pericoli che derivano dall'estrazione di idrocarburi, soprattutto se questo avviene in un mare piccolo e chiuso come l’Adriatico, va considerato inalienabile ed inconfutabile”.

La delibera è stata approvata giovedì 21 maggio in Consiglio provinciale, con il voto unanime della maggioranza di Centrosinistra. Assenti, invece, i 4 consiglieri di opposizione. “La Provincia di Pescara – si legge nel documento – chiederà ai parlamentari eletti in Abruzzo di adoperarsi affinché mettano in campo tutti gli atti necessari a scongiurare le trivellazioni per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi sulla terraferma in Adriatico”.

Per rimarcare una presa di posizione netta, la Provincia ha annunciato la partecipazione alla grande manifestazione in programma sabato 23 maggio a Lanciano, in cui confluiranno forze politiche, sociali e civili di diversa estrazione.

“Il nostro territorio – affermano il presidente Antonio Di Marco e il consigliere con delega all’Ambiente Luciano Di Lorito - non può essere aggredito da  progetti  incompatibili con le vocazioni turistiche e produttive di un’area marina di rilievo come quella abruzzese”. La visione è chiara: “E’ volontà delle popolazioni tutte – scrive Di Marco - comprese  quelle della Provincia  di Pescara, di opporsi  ai sopraelencati progetti,  le cui ripercussioni  non sono limitate al solo tratto di mare antistante, ma riguardano l’intera costa abruzzese essendo il mare Adriatico un ecosistema  chiuso e particolarmente vulnerabile sotto l’aspetto ambientale”.

“Per questo – continuano i due amministratori provinciali -  chiederemo al Presidente della Regione di rappresentare adeguatamente la maggioritaria volontà popolare presso le istituzioni nazionali e sovranazionali, promuovendo ogni iniziativa che impedisca la realizzazione di progetti come Ombrina Mare, Rospo mare ed Elsa 2 e conseguentemente la cancellazione del destino petrolchimico della nostra Regione”.

A Luciano D’Alfonso, gli amministratori locali chiedono di muoversi urgentemente e farsi portavoce presso il Governo della necessità di emanare un Decreto Legge che ripristini il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi all'interno delle 12 miglia, estendendolo anche ai procedimenti in corso.

La delibera approvata in Consiglio è stata inviata al Presidente della Repubblica e alle massime cariche istituzionali italiane ed europee.





Questo è un articolo pubblicato il 21-05-2015 alle 15:44 sul giornale del 22 maggio 2015 - 665 letture

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