Il Partito Rifondazione Comunista ricorda l'anarchico italiano Severino di Giovanni

2' di lettura 03/02/2021 - Il 1 febbraio 1931 l'anarchico italiano Severino di Giovanni veniva giustiziato a Buenos Aires. Nel 1922 a 21 anni aveva lasciato l'Italia avviata verso la dittatura fascista.

L'anarchico, originario di Chieti dove si era formato alla scuola del tipografo anarchico Camillo Di Sciullo, diventò in Argentina un agitatore e propagandista con giornali e azioni degli ideali libertari.

Nel 1925 lanciò volantini inneggianti a Giacomo Matteotti in un teatro dove era in corso una cerimonia con l'ambasciatore dell'Italia fascista.

Organizzò una campagna di attentati contro i simboli del capitalismo e del fascismo.

Per sostenere la causa di Sacco e Vanzetti organizzò attentati all'ambasciata degli Stati Uniti, a una statua di George Washington e alla filiale della Ford. Finanziava le attività rivoluzionarie con rapine alle banche.

Assaltò commissariati dove si torturavano oppositori e ovviamente le sedi fasciste e l'ambasciata italiana. Prima che gli sparassero gridò "Viva l'anarchia!".

La sua storia ci ricorda che gli anarchici - quasi sempre provenienti dalla classe lavoratrice - furono in prima fila nell'opposizione al fascismo mentre la grande borghesia liberale sostenne l'ascesa di Mussolini.

Sulla storia di Severino Di Giovanni sono stati scritti tanti libri in Italia e all'estero.

Due registi abruzzesi Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori hanno realizzato nel 2008 un documentario con lo scrittore argentino Osvaldo Bayer, autore di una bella biografia dell'anarchico chietino.

Non mi risulta che a Chieti vi siano una piazza o una strada intitolate a Severino Di Giovanni.

Nel 90° anniversario dell'esecuzione auspico che l'amministrazione comunale di Chieti dedichi un luogo pubblico, una via, una piazza o una sala a questo combattente per la libertà.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2021 alle 15:38 sul giornale del 04 febbraio 2021 - 111 letture

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