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comunicato stampa

Spettacolare esercitazione della guardia costiera al largo di Ortona

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Una complessa esercitazione aeronavale è stata condotta nel pomeriggio di martedì dalla Capitaneria di porto di Ortona e dalla Base Aeromobili Nucleo Aereo e Sezione Volo Elicotteri Guardia Costiera di Pescara.

Lo scenario ha visto la simulazione dell’affondamento di un’unità navale a circa 3 miglia dal sorgitore di Ortona e successivo recupero dei 4 naufraghi presenti a bordo attraverso l’impiego di più aeromobili e unità navali della Guardia Costiera. Organizzata dall’Ufficio Operazioni e dal Nucleo Aerosoccorritori della Base Aeromobili grazie alla collaborazione del Reparto Operativo della Direzione Marittima di Pescara, l’attività nasce con lo scopo di addestrare il personale aerosoccorritore e di consentirne il mantenimento delle qualifiche operative.

L’esercitazione che ha preso il via, dapprima, con un briefing di coordinamento a terra, ha visto l’impiego di un velivolo ATR 42 – “Manta”, un elicottero, nome in codice “Nemo” ed una Motovedetta della Capitaneria di porto di Ortona, CP 885, dove a bordo erano presenti 4 aerosoccorritori imbarcati sui velivoli del corpo, che hanno simulato i naufraghi. Era presente, inoltre, un medico del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), pronto a fornire assistenza sanitaria in caso di necessità. Una volta ricevuta la chiamata di emergenza, la Sala Operativa della Capitaneria di porto di Ortona ha inviato sul posto la motovedetta CP 885 che, giunta in posizione, ha lanciato un fumogeno della durata di 45 minuti per segnalare la propria posizione all’aereo ATR 42, decollato nel mentre dalla Base Aerea in supporto per la ricerca dei naufraghi.

Arrivato in zona operazioni e individuati i malcapitati grazie ai sistemi di bordo (apparato radar e FLIR – forward looking infrared), il Manta ha segnalato, a sua volta, la presenza dei naufraghi attraverso un fumogeno “breve” della durata di 15 minuti e, raggiunte le condizioni ottimali, ad un’altezza di circa 200 piedi ovvero 60/70 metri, ha lanciato la zattera che, grazie alla presenza di un dispositivo tecnico (gancio idrostatico), consente, una volta toccata la superficie del mare, l’apertura automatica della zattera in pochi secondi, garantendo la salita dei naufraghi. Il mezzo di salvataggio, in grado di ospitare fino ad un massimo di 12 persone all’interno, più eventuali ulteriori naufraghi che possono aggrapparsi alle cime presenti sul perimetro esterno, rappresenta l’unico sistema in grado di garantire la necessaria sopravvivenza in mare in attesa dei soccorsi o delle condizioni operative idonee al recupero a mezzo motovedetta o elicottero.

Nel frattempo, infatti, è stato richiesto, anche, l’intervento dell’elicottero Nemo per il recupero dei malcapitati a bordo della zattera. Una volta individuata, l’elicottero procede all’ammaino tramite verricello di soccorso dell’Aerosoccorritore Marittimo, il quale provvede al recupero, uno per volta, dei naufraghi per il successivo trasporto presso la struttura ospedaliera più vicina. L’esercitazione rientra in quelle attività operative cui gli equipaggi aeronavali sono sottoposti costantemente per mantenere elevati standard addestrativi e consentire, così, al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera di intervenire prontamente a supporto della collettività tutta per la salvaguardia della vita umana in mare.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2024 alle 18:21 sul giornale del 23 maggio 2024 - 8 letture